giovedì 7 luglio 2016

...e siamo agli sgoccioli

Come ogni anno arriva il tempo di fermarci per la pausa estiva. Forse un pò in anticipo, ma tra poco ci troveremo a metà di luglio e le ferie premono per tutti. Nel salutarvi, a parte consigliarvi le mete di cui ci siamo occupati per questa stagione 2016, ricordandovi che la mostra su Ligabue è presente a Palermo fino a settembre, al Palazzo dei Normanni, che le mete all'interno della Sicilia saranno dei tesori insoliti da scoprire, e per chi farà viaggi in Europa, Parigi di cui abbiamo tanto parlato quest'anno, vi aspetta sempre con il fascino dell'Arte che custodisce. Vi lascio lanciandovi dei piccoli suggerimenti. 

mercoledì 22 giugno 2016

La ducea di Nelson

Completiamo il viaggio all'interno della Sicilia, dove il latifondo non è scomparso, vive nelle vestigia di pascoli immensi, dolci colline un tempo coltivate a frumento.
Oltre Cesarò, inoltrandoci verso Bronte, si giunge con una piccola deviazione a Maniace. Qui nel Comune di Maniace ricade la Ducea di Nelson. La storia vuole che Nelson, accorso per proteggere i Borboni, su richiesta degli stessi sovrani del Regno delle Due Sicilia, e vinti i ribelli appoggiati dai francesi, venga ripagato ricevendo in dono questa Ducea, in Sicilia.

martedì 17 maggio 2016

La ducea di Nelson palazzo Zito tra Bronte e Cesarò

Fregio su caminetto in marmo in una delle stanze
Per chi non si fosse mai addentrato all'interno della Sicilia in quella Valle cosiddetta Valdemone che separa i Nebrodi dall'Etna e che ricade tra la provincia di Messina ed Enna, in pieno Parco dei Nebrodi per intenderci, non ha mai potuto ammirare a parte i colori dei pascoli seminati a sulla che ad aprile maggio ondeggia come un mare rosso sangue, veri gioielli incastonati nel verde. Piccoli paesi ormai dimenticati perché la linfa dell'economia rurale, la coltivazione massiva a frumento, è andata qui scemando per l'abbandono delle campagne e le riforme agrarie fallite. Questi piccoli paesi conservano tuttavia un fascino antico tra tetti di tegole che degradono dolcemente verso valle lungo i pendii, palazzi nobiliari che conservano storie segrete rivelate dai muri che le trasudano, portali, affreschi, oggetti, mobili e maioliche. Un patrimonio dei piccoli centri. A Cesarò Palazzo Zito. Adesso è sede di uno dei tanti palazzi acquistati dall'Ente Parco dei Nebrodi, un tempo proprietà della famiglia Zito che lo acquisisce a metà dell'Ottocento. Gli Zito non sono una famiglia nobile, probabilmente sono possidenti, forse sono i Sedara di Gattopardesco ricordo.


Particolare  degli affreschi del soffitto di Palazzo Zito
Le stanze si snodano inusuali. C'è un piano basso che è in comunicazione con una sorta di cantina, in realtà è una stanza poggiata sulla roccia, in quanto tutto l'edificio si poggia sulla  roccia. Quando si accede alle stanze del piano superiore colpisce la particolarità degli affreschi che decorano le volte e la cornice dei soffitti. Sono scene inusuali per un palazzo immerso nella campagna al centro della Sicilia, ove i signori seppur benestanti non sono certo dediti alla vita frivola che impazza presso i nobili. Si scoprono durante i restauri del palazzo degli orari per spostamenti Napoli Lione, o Palermo Lione. Le stanze affrescate raccontano di sale da gioco , di donnine compiacenti, sembrano le stesse donne dipinte da Toulouse Lautrec nei suoi postribili. Vi posto alcune immagini e poi anche alcune immagini dei tetti su cui si affaccia la terrazza.
 


Molto bello il panorama che abbraccia tutto il paese con la cupola e il campanile della Chiesa
La presenza di quei soffitti ha dato credibilità che prima dell'acquisizione del 
palazzo da parte degli Zito fosse una casa per appuntamenti di gran classe. Cui accedevano anche prelati e uomini di Chiesa.

Tornati sulla strada che conduce verso Bronte, di fronte il fantastico sovrano dell'isola, Il vulcano. Il più alto d'Europa, il più birbante perchè da solo fa da ballerina di prima fila tra le attrattive di questa Sicilia. Imponente, sormontato da una nuvola che ne nasconde la sommità, presenta due crateri laterali di nuova apertura. Bronte è proprio là sotto. E in tempi lontani fu più volte minacciato. Facciamo una lieve deviazione verso Maniace. La ducea di Nelson.
Questa è una storia molto interessante perchè Nelson ebbe a che difendere i Borboni da una minaccia di quel tempo. Intervenuto a favore dei Borboni con la vittoria sui napoleonici che intanto appoggiano una rivolta contro re Ferdinando I delle due Sicilie. Era il 1798. Ferdinando I non riesce con i suoi lazzari a fermare l'avanzata delle truppe napoleoniche e chiede aiuto a Nelson, che si dice avesse a Napoli la sua amante, Lady Hamilton. I sovrani ripiegarono su Palermo proprio sulla famosa nave di Nelson, la Vanguard.   La principessa Maria Carolina  gli donò questo feudo dopo le battaglie che lo vedono vittorioso sulla flotta napoleonica, la famosa battaglia sul Nilo ad esempio. Non riuscì mai a viverci, perchè subito dopo partì per la famosa battaglia di Trafalgar, fu ferito e poco dopo morì. Ma di tutto questo ne parleremo nel prossimo post. Vi lascio ammmirare ancora il paesaggio a pascoli di questo interno della Sicilia. Fantastico mondo rurale e pastorizio, con le masserie per la lavorazione del latte con l'antico che strizza l'occhio al moderno.
Clotilde Alizzi

lunedì 11 aprile 2016

Arte di Strada Palermo: Piazza Garrafello Uwe Jaentsh

Un' Arte un pò diversa, lascio solo le immagini. Piazza Garraffello, Palermo. Il prospetto di una facciata che sembra dipinto, invece è vero: è quel che resta di una facciata. Ai balconi manca il marmo per calpestarli e una scritta in rosso dice Uwe ti ama. La scritta ricorda l'amore dell'artista Uwe per Palermo. Al centro una croce rossa. Se fosse un dipinto sarebbe un gran dipinto. Viene tanto voglia di dipingerla, questa facciata. E' la facciata del palazzo Mazzarino-Merlo, il padre di Mazzarino vi nacque, lo stesso Mazzarino Cardinale che va alla corte del Re di Francia Luigi XIV.

domenica 20 marzo 2016

Antonio Ligabue tormenti e colore. Mostra a Palermo 19 marzo 31 agosto 2016


   Io sono un grande artista,
la gente non mi comprende,
ma un giorno i miei quadri
costeranno tanti soldi e allora
tutti capiranno chi veramente era
Antonio Ligabue

Antonio Ligabue nasce a Zurigo nel 1899 e vive a Gualtieri dove arriva nel 1919. La madre triestina trasferitasi in Svizzera, a San Gallo, il padre ignoto. La vita di Antonio è contrassegnata dagli stenti e dalle privazioni che si acuiscono con la morte prematura della madre e tre fratelli,  nati dal matrimonio di questa con Bonfiglio Leccabue di Gualtieri in Romagna, il patrigno di Antonio.

lunedì 14 marzo 2016

Museo D'Orsey Parigi Monet Courbet e...le note del Nabucco

Appena sotto le arcate della stazione D'Orsey sei avvolto dalle note. Un'orchestra e un coro inebriano l'aria, cantano Mozart, altre arie che non conosco, poi senti scoppiare il cuore e gli occhi si inondano di lacrime sulle note di Verdi e il Va pensiero del Nabucco. Sono gli esuli di tutte le patrie che cantano. E la bellezza non è solo nei  dipinti, nelle statue che affollano la porzione centrale della galleria, è in tutto questo insieme, le note, le ferite ancora recenti degli attentati del 13 novembre, i controlli e le facce di ogni colore che le cantano silenziosi, la leggerezza di un rimpianto, l'orgoglio dell'appartenenza.

lunedì 22 febbraio 2016

Leonardo e alcuni altri al museo del Louvre

Concerto campestre di Giorgione e Tiziano
Appena entrati nel padiglione Denon, al Louvre,  ti trovi in una sala non molto affollata, ti accolgono dei veri capolavori dell'arte italiana: Tiziano, vissuto a cavallo tra il 500 e 600, con i suoi bellissimi Cena da Emmaus, Ritratto di Dama allo specchio, Natività, e quel meraviglioso Concerto campestre attribuito a Giorgione e a Tiziano, in quei giochi, che ben conosciamo in cui Giorgione sembra aver iniziato il dipinto e il suo allievo Tiziano lo abbia finito.